Ieri sera rileggendo il "Fu Mattia Pascal" di Pirandello mi si è fermato l'occhio sulla parte in cui il protagonista maledice Copernico, reo di aver aperto gli occhi all'umanità su un fatto molto semplice: la terra non è il centro di nulla e non conta niente rispetto a tutto ciò che la circonda. Ciò dovrebbe farci sentire piccini e un po' inutili, se solo si pensa che già la Terra può con un capriccio ucciderci tutti (terremoti, vulcani, tsunami) e che la Terra stessa è una parte infinitesimale dell'universo.
E' dura da accettare ma effettivamente l'universo va avanti anche senza di noi, senza nemmeno accorgersene, senza problemi; ciò ci dovrebbe far capire che i nostri problemi di tutti i giorni (lavoro, scuola, sport, cazzate) in fondo sono davvero qualcosa di minuscolo. Quando ci arrabbiamo o ci appassionamo alle attività della nostra vita ciò dovrebbe ridimensionarci e farci capire che sono cose quasi inutili. Anche la nostra sofferenza ci dovrebbe apparire meno intensa e rovinarci meno la vita. Dovrebbe.
Ma non succede così.
giovedì 22 maggio 2008
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