...in fondo in fondo è uno stato comodo, non consente di sprofondare... purtroppo nemmeno di risalire, ma solo di galleggiare, lasciarsi trasportare, senza poter urlare... senza potersi smuovere di un millimetro, senza poter inseguire niente... riuscendo solo a riposare la testa e il cuore, lasciandoli da una parte, muovendo il corpo di qua e di là senza un perchè... niente appigli all'orizzonte, niente scale da salire... forse solo una botola sotto i piedi pronta ad aprirsi, per punire un momento di disattenzione in cui ti imbatti per caso... il caso appunto, qui c'entra po' che nulla... di più la prospettiva... metri che sembrano chilometri e giorni anni... luci ombre... apatia tranquillità e sorrisi felicità... attendendo qualcosa che inesorabile arriverà, senza riparo, contenitore o ombrello a proteggere... senza niente più da fare... senza più voce da usare o un nome da urlare... qualcosa contro cui gridare o qualcosa da gettare... la corda su cui camminare è troppo stretta per reggere e prima o poi cederà in un lampo, c'è solo da sperare che sotto il salto non sia troppo alto... e il botto non troppo forte... perchè l'importante è poi potersi rialzare e correre... correre verso... verso qualsiasi cosa... ma in una sola direzione... anche se piena di ostacoli e ostacoli... e non in quella apparentemente dolce e accogliente dell'apatia... che non porta a nulla, è un semplice cerchio.. da percorrere infinite volte... senza chiedersi il perchè... circondato da muri che nascondono te dall'esterno e l'esterno da te... binari posati secoli fa... e che finiscono all'infinito... altri binari da seguire sono altrove.. e portano lontano da qui... lontano da me... lontano da chi... il sogno si dissolve in fretta e resta nella notte... il giorno non ha posto... lo manda via, lo distrugge... e lascia solo l'eterna voglia di realizzarlo, anche se per fare ciò il flusso del tempo dovrebbe scorrere indietro... e ciò è impossibile... quasi quanto non avere le redini di niente, nulla e niente... fino a che un binario non si rompa e il treno rovesci il proprio carico... l'obiettivo a quel punto diventi ricomporre le proprie cose e cercare un'altra strada... o meglio ancora crearsela... invece che rimanere assopiti passeggeri di un treno che non arriverà mai in nessuna stazione e su cui si è finiti per caso... ma dato che il caso non esiste... salire su quel treno è stata l'ultima scelta libera del viaggiatore...
la prossima sarà decisiva... in realtà non importa nemmeno quale sarà... basta che sarà...
(si ringraziano per la collaborazione i Dream Theater con "The dance of eternity" e "Stream of consciousness")
lunedì 15 giugno 2009
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