martedì 10 febbraio 2009

lettera...

ciao,

una cosa che mi consola è che tu non abbia sentito e visto tutto ciò che è successo in questi giorni: dalle isterie dogmatiche ai finti pianti, dalla commozione patetica ai litigi animaleschi, dal fitto dibattito di tante troppe persone (anche io purtroppo) all'inopportunità della portata globale che questa storia personale e privata ha assunto col passare dei giorni...
non so se tu credessi in qualcosa dopo la morte; se, come me, non credevi in niente, mi auguro, per quanto possibile, tu non abbia avuto troppi rimpianti nei tuoi vent'anni di vita... mi auguro che tu non abbia sofferto troppo mentre te ne andavi, quando ti è stato tolto il sorriso, quando qui a noi è rimasto solo un corpo, malridotto e scarsamente funzionante, capace solo di poche azioni primordiali... perchè ho parlato di sorriso? perchè, come fosse quasi una frase dei baci perugina, quando manca quello la vita è finita... più ancora del poter provvedere a se stessi e alle proprie necessità... prima ancora del libero arbitro su se stessi e le proprie azioni... finita la possibilità di sorridere e di esprimere i propri affetti finisce anche quel soffio speciale, quasi magico, che qualcuno chiama anima, qualcuno coscienza, qualcuno non chiama affatto...
da domani la tua storia dovrebbe sparire dalla bocca di tutti, rimanere solo in quella dei tuoi affetti più cari e venir svuotata di qualunque altra componente... religiosa, etica o lacrimevole...
basta! silenzio! addio!
ora anche al tuo corpo, destinato alla terra... cosi come avevamo già detto addio a qualcos'altro, chiamatelo come vi pare... te ne eri già andata tanto tempo fa... ricorda chi ti ha pianto quel giorno e non chi oggi lo fa per convenienza o ignoranza... io non l'ho fatto quel giorno perchè non ti conoscevo e non l'ho fatto oggi perchè non c'era niente da piangere... scusa se avresti voluto altrimenti...

addio, spero tutto sia andato come avresti voluto

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